Business18 Novembre 2021di Maurizio FasoliIl ricambio generazionale nelle cooperative

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L’Italia è caratterizzata dalla presenza di numerose piccole imprese a carattere imprenditoriale, ancora oggi gestite dal fondatore, il quale agisce nei confronti dell’azienda con l’atteggiamento del benevolo padre di famiglia. Esso è spesso incapace di lasciar crescere il proprio figlio, il quale riscontra quindi notevoli problemi di maturità organizzativa nel momento del passaggio generazionale.

Anche molte cooperative, per quanto siano per natura maggiormente aperte all’apporto attivo dei cooperatori, sono oggi ancora saldamente nelle mani di pochi fondatori, ormai in età avanzata.
Il tema del ricambio generazionale va quindi correttamente pianificato e gestito, se si vuole assicurare un brillante futuro all’attività.

Vi sono più modi per realizzare compiutamente un passaggio generazionale, e ne elenchiamo qui alcuni:

  • Realizzare un periodo, anche lungo, in cui elementi della precedente struttura gestionale, ed elementi nuovi, coesistono. In tal senso vi possono essere operativamente due strade:
    • Allargare il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione, e rendere frequente e periodica la sua riunione (ad esempio una volta al mese, tuttavia non sempre i CdA vogliono allargare eccessivamente il numero dei componenti, per timore di frenarne la snellezza operativa. In questo caso è allora opportuno creare un Comitato Direttivo, lasciando al CdA il compito di assumere le sole decisioni di natura strategica, ma delegando al CD la gestione dei temi più operativi);
    • Il Comitato Direttivo diventa quindi l’organi di comando della gestione operativa, coinvolge tra i suoi membri i responsabili delle funzioni, e si riunisce frequentemente, almeno una volta al mese in occasione dell’esame dei numeri della chiusura mensile del controllo di gestione;
  • Sviluppare la modalità di gestione dell’azienda per progetti, rispetto alla gestione per processi, delegando giovani e promettenti Project Manager alla gestione degli stessi. I PM riporteranno, per i temi assegnati, invece che al proprio superiore di funzione, direttamente al Comitato Direttivo stesso;
  • Progettare un percorso formativo di crescita dei “Talent”, speciale e diverso rispetto al normale programma formativo di tutte le risorse aziendali. I soggetti coinvolti vedranno quindi accrescere più velocemente le proprie competenze ed esperienze, e saranno quindi anche incentivati a rimanere in un ambiente lavorativo capace di stimolarli e valorizzarli.

 

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